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Orlando, il viaggio senza tempo di Virginia Woolf al Teatro Vascello di Roma
Orlando, il viaggio senza tempo di Virginia Woolf al Teatro Vascello di Roma
Dal 3 all’8 marzo 2026, il Teatro Vascello di Roma ha ospitato “Orlando“, una delle produzioni più attese della stagione. Tratto dall’iconico romanzo di Virginia Woolf e arricchito dal carteggio privato con l’amata Vita Sackville-West, lo spettacolo vede la regia di Andrea De Rosa e l’interpretazione, decisamente magnetica, di Anna Della Rosa (Premio Hystrio 2025). Siamo di fronte a qualcosa che supera la “messa in scena”, il palco si trasforma in un’esperienza assolutamente coinvolgente.

La vicenda segue le peripezie di Orlando, un nobile inglese nato nel XVI secolo che attraversa ben quattrocento anni di storia senza invecchiare e muta, in modo del tutto misterioso, il proprio genere sessuale da uomo a donna. In questa versione drammaturgica di Fabrizio Sinisi, il racconto s’intreccia con la vita reale della Woolf. Il personaggio di Orlando diventa così un omaggio vitale, e lussurioso, a Vita Sackville-West. Al centro di tutto c’è il concetto di identità intesa, in questo caso, come flusso, quindi libera dai limiti del conformismo, dello spazio e del tempo.
Andrea De Rosa sceglie una strada poetica e, senza ombra di dubbio, visionaria. La scenografia di Giuseppe Stellato propone un elemento centrale simbolico rappresentato da un gigantesco tronco di quercia privo di chioma, il quale poggia su un prato color verde smeraldo. L’intenzione, magistralmente riuscita, è esaltare un unico punto fermo in un mondo in continuo cambiamento. In più la scelta di far cadere dall’alto una pioggia di fogli bianchi, come se la narrativa si depositasse sul tempo, crea un effetto di grande impatto visivo e concettuale. Tutto questo è avvolto dalle note della Sinfonia n. 6 “Patetica” di Čajkovskij, scelta al fine di sottolineare sia l’estasi, sia l’ossessione della scrittura.

Anna Della Rosa compie un lavoro davvero straordinario sul concetto di fluidità. L’interpretazione non punta l’attenzione sul trasformismo plateale, ma lavora su spostamenti minimi del corpo, della voce e della mimica. È contemporaneamente Virginia (l’autrice che osserva) e Orlando (la creatura che vive), muovendosi con una grazia che, di fatto, annulla le differenze di genere. La sua prova conferma il fatto che venga considerata una delle attrici più incisive della scena contemporanea italiana.
Lo spettacolo “Orlando” colpisce per la sua freschezza e contemporaneità. In un periodo storico di dibattiti sull’identità di genere, questo “Orlando” ricorda, in modo diretto, che l’essere umano è un’entità complessa e “una” valorizzando il concetto di persona al di fuori di ogni differenza.
Il pubblico del Vascello è stato letteralmente rapito dai 60 minuti di atto unico. Un’esperienza che ha sospeso il respiro lasciando gli spettatori in un silenzio partecipe, interrotto solo dal fragore dei fogli che cadono e, alla fine, da applausi scroscianti per una performance in grado di celebrare la libertà di essere ciò che si desidera, la libertà di essere ciò che si è, al di fuori di qualsiasi giudizio morale spesso del tutto arbitrario.
L'”Orlando” è stata un’esperienza sensoriale, uno spettacolo che, senza timore di essere contraddetta, definisco imperdibile. Andrea De Rosa è riuscito, con eleganza e maestria, a rendere “visibile” la narrativa della Woolf, trasformando la letteratura in immagini e movimento. È uno spettacolo consigliato a chi cerca un’esperienza teatrale in grado di emozionare toccando temi profondi dal punto di vista psicologico e filosofico.
a cura di
Cinzia Salluzzo Rovituso
come citare questa fonte bibliografica
Salluzzo Rovituso, C. (2026)
Orlando, il viaggio senza tempo di Virginia Woolf al Teatro Vascello di Roma.
www.palcoevisiomi.com/?p=1521 . Palco e Visioni, 11 marzo 2026.








