Van Gogh si veste di Flamenco con Manfredi Gelmetti al Teatro dei Documenti di Roma

È tornato in scena al Teatro dei Documenti di Roma, il 9 e il 10 Aprile 2026, Van Gogh Flamenco, uno spettacolo scritto, diretto e interpretato dal Manfredi Gelmetti.
Gelmetti è un attore e ballerino di flamenco italiano, noto per la sua versatilità artistica, in grado di spaziare dal teatro al cinema, senza trascurare l’insegnamento della danza. Ha una formazione teatrale consolidata, avendo studiato con professionisti come Giorgia Trasselli e Beatrice Bracco. La sua esperienza include ruoli in produzioni teatrali, cinema e televisione. Gelmetti è un punto di riferimento per il Flamenco in Italia e nei suoi spettacoli la fusione tra Teatro e Danza è un elemento caratterizzante.

Van Gogh Flamenco - Spettacolo di e con Manfredi Gelmetti Teatro dei Documenti Roma

L’opera teatrale Van Gogh Flamenco esplora l’anima e il tormento creativo di Vincent Van Gogh attraverso l’intensità espressiva del flamenco. Il flamenco viene utilizzato da Gelmetti come linguaggio per esprimere la “fame d’arte” e la visione del pittore olandese, cercando un punto di contatto tra la luce di Van Gogh e la forza ritmica della danza spagnola. Afferma Gelmetti: “Van Gogh è il pittore che si tagliò l’orecchio. È così che spesso viene ricordato“. Poi continua: “Un gesto estremo che ha finito per oscurare tutto il resto: il pensiero, la sensibilità, la forza creativa di un artista che ha trasformato il dolore in colore. Ma non è solo quel gesto. Nello spettacolo proviamo a raccontare l’uomo dietro il mito: la sua fame d’arte, la sua visione, la sua necessità di dipingere per restare vivo“.

Vincent van Gogh (1853–1890) è stato uno dei pittori più iconici della storia dell’arte moderna, figura simbolo dell’artista tormentato e soprattutto del “mito” popolare che il successo per un artista arrivi post mortem. È stato uno dei pionieri della corrente post-impressionista e si vocifera che abbia venduto una sola opera in vita, la vigna rossa (o il vigneto rosso) del 1888. In realtà, nonostante lo scarso successo commerciale durante la sua attività, è molto improbabile che quest’opera sia l’unica venduta, anche se risulta l’unica vendita documentata. Van Gogh Iniziò a dipingere in età adulta, a 27 anni, e produsse in dieci anni di carriera oltre duemila opere tra le quali la Notte Stellata, I girasoli, Autoritratto, La camera di Vincent ad Arles. Lungo il suo percorso artistico, sviluppò un uso decisamente espressivo del colore molto diverso da un classifico modello naturalistico. La sua arte anticipa, di fatto, l’espressionismo. Oggi percepiamo con molta chiarezza l’accento dell’aspetto emotivo nelle sue opere d’arte, infatti Van Gogh riesce a sintetizzare in ogni suo dipinto, realtà e passione. Fu un artista “incompreso” a livello di massa e, ad aggravare questa situazione di isolamento, contribuì la sua sofferenza psicologica. Il dibattito sulla sua morte è addirittura ancora aperto, per anni si è ritenuto che si fosse suicidato morendo due giorni dopo essersi sparato al petto, mentre nuovi studi biografici sembrerebbero dimostrare che si trattò di un omicidio involontario, per mano di alcuni giovani del luogo.

Il Flamenco, insieme a Vincent Van Gogh, è il protagonista di questo spettacolo. È un’espressione artistica e passionale che miscela musica, danza e canto. Il Flamenco nasce in Andalusia dal popolo gitano da influenze arabe, ebree e cristiane. Si fonda su tre pilatri: canto, ballo, chitarra e rappresenta il mezzo che consente di esprimere il massimo della gioia o del dolore, è una forma d’arte prima di essere una danza. Il Flamenco è caratterizzato da ritmi complessi, espressione emotiva profonda e improvvisazione.

In Van Gogh Flamenco, l’autore e performer Manfredi Gelmetti divide lo spettacolo in diversi “quadri” e con la sua sublime danza interpreta il dramma dell’uomo Vincent. Lo spettacolo ruota attorno ai tre pilastri del Flamenco già citati, in più Gelmetti introduce anche dei brani tratti dalla biografia di Van Gogh recitati da lui stesso. Sceglie scritti cruciali come quello nel quale Van Gogh dibatte con Gauguin e il suo Curatore d’arte d’allora.

Il progetto musicale è stato curato dalla talentuosa e giovanissima Francesca Turchetti la quale è anche la chitarrista dello spettacolo. Incantevoli le voci di Serena Bagozzi e Eleana Gagouli che si sono succedute con canti come Martinete, Alegrias, Farruca e brani pop ri-arrangiati, il tutto ritmato dal percussionista Paolo Monaldi. Anche i dipinti più famosi come Notte Stellata e I Girasoli prendono vita nei costumi di scena indossati da Manfredi Gelmetti il quale, con i suoi passi di danza, li rinnova di un significato ancora più profondo.

Il teatro permette di raccontare storie perché il teatro è vita e ci racconta la vita. Van Gogh è stato un uomo difficile, angosciato” annota Gelmetti. “Un infelice che, suo malgrado, procurava infelicità. Eppure, quanto amore c’era dentro di lui: quanto amore per gli altri, per la vita, per l’arte. Van Gogh insegna a non soffocare dentro, a tirare fuori il proprio mondo interiore a qualunque costo“.

a cura di
Cinzia Salluzzo Rovituso

come citare questa fonte bibliografica:

Salluzzo Rovituso, C. (2026)
Vincent Van Gogh si Veste di Flamenco con Manfredi Gelemetti al teatro dei documenti di Roma.
https://www.palcoevisioni.com/?p=1553. Palco e Visioni, 12 aprile 2026.

Redazione
Redazione

Redazione di Palco e Visioni. Narratori di Finzioni. Portale Indipendente di Divulgazione Culturale.

Articoli: 20

Lascia una risposta