Le “Memorie di Adriano” al Teatro Arcobaleno un elleno in scena

Standing Ovation per Pino Micol interprete di Adriano nelle Memorie di Adriano  per la regia di Maurizio Scaparro in scena al Teatro Arcobaleno dal 29 al 31 ottobre 2021. Con una “mise in scene” semplice e minimalista un personaggio reso celebre dal libro omonimo di Marguerite Yourcenar è stato protagonista di uno spettacolo indimenticabile.

Una lunga lettera di Adriano diretta dall’anziano e anche malato imperatore al giovane Marco Aurelio, allora diciassettenne, che poco dopo diverrà suo nipote adottivo e successore prescelto da lui medesimo. Un lettera dove l’Imperatore racconta della sua vita pubblica e privata e dove riflette sui trionfi militari conseguiti, sul proprio amore nei confronti della poesia, della musica e della filosofia, sulla sua passione e del suo amore verso il giovanissimo amante Antinoo.

“Una delle più compiute, affascinanti, intime e riuscite riflessioni della modernità sull’antico, sulla cultura classica, sul confronto e sullo scambio tra culture, sui fondamentalismi e sulle ipocrisie”. Una lettera attuale che cerca soluzioni alle problematiche della contemporaneità offrendoci un significativo spiraglio di speranza e di rinascita. Come dichiara lo stesso Regista “C’è una frase di Flaubert che forse, meglio di tutte, spiega il fascino immortale del protagonista di quest’opera di Marguerite Yourcenar: Quando gli dèi non c’erano più e Cristo non ancora, tra Cicerone e Marco Aurelio, c’è stato un momento unico in cui è esistito l’uomo, solo. Adriano è più di un uomo, è l’immagine, o meglio il ritratto di ciò che noi siamo oggi, nelle sue parole ritroviamo le radici del pensiero occidentale e della nostra storia.”

Maurizio Scaparro torna a questa nuova messa in scena dopo il successo della precedente con Giorgio Albertazzi, per rileggere da angolazioni nuove la storia raccontata da Marguerite Yourcenar. Uno spettacolo nello spettacolo con una grande interpretazione di Pino Micol, tra i massimi depositari della più nobile tradizione teatrale italiana. La sua interpretazione è intensa e naturale, si percepisce la passione per la cultura ellenistica dell’imperatore solo dai sui gesti, dai suoi sospiri, dalle sue parole, che si incorporano perfettamente all’allestimento scenico.

“Per questo spettacolo in particolare”, dichiara Pino Micol, “mi sono dovuto affidare esclusivamente a quello che è il mio universo di emozioni. Nel romanzo si delinea la storia di un uomo glorioso, un imperatore stupendo che è anche un poeta, amante delle arti e della socialità, vicino ai desideri del popolo: una figura memorabile, anche se noi non sappiamo se nella realtà lui fosse davvero così fino in fondo. È l’immaginazione dell’autrice che ci ha trasmesso questo ritratto ideale e io credo che dietro a questo personaggio si celi proprio lei stessa. Marguerite Yourcenar ha voluto regalare al mondo, attraverso il suo libro, un grandissimo messaggio di speranza e di bellezza. Accanto alla figura politica c’è infatti l’uomo con le sue passioni, i suoi amori, i suoi dolori e i suoi lutti, l’amicizia profonda e il rispetto per l’umanità”.

Il mondo greco traspira anche dal balletto di Antinoo, presente a tratti sulla scena, che anima il palcoscenico e da energia ed immortalità al cuore di Adriano, una danza che dà concretezza visiva alle memorie dell’Imperatore e al leitmotiv della morte. Ci sono anche i musici con le percussioni che danno ritmo alle scene in cui sono inseriti.

MEMORIE DI ADRIANO si chiude con una frase straordinaria: «Cerchiamo di entrare nella morte a occhi aperti», e questa affermazione è di un’importanza enorme: dobbiamo acquistare consapevolezza e capire che la vita va vissuta a fondo, centellinata fino all’ultima goccia, nella speranza che sempre ci riservi qualche sorpresa positiva”.

Informazioni sul Teatro Arcobaleno: http://www.teatroarcobaleno.it/

A cura di
Cinzia Salluzzo Rovituso


Come citare questa fonte

Salluzzo Rovituso, C. ( 2021)
Memorie di Adriano un elleno in scena
www.palcoscenicoevisioni.com/?p=657, Roma 30 ottobre 2021

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Cinzia Salluzzo Rovituso
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One comment

  1. Bella recensione…grazie

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