Myriam, radici, la frequenza dell’amore. L’evento. Intervista a Elisabetta Irrera.

Il 7 Febbraio 2026, a Manziana (area metropolitana di Roma Capitale), è previsto un workshop nel quale “Myriam“, con la sua frequenza d’amore, sarà nuovamente protagonista. Ricordiamo che “Myriam” è un’opera teatrale che esplora, grazie alla sua interprete Elisabetta Irrera, i temi dell’amore incondizionato e della pacificazione tra le energie maschile e femminile, con l’intento di sanare antiche ferite dell’umanità.

La performance, che ha debuttato in vari teatri italiani, è stata scritta, diretta e interpretata da Elisabetta Irrera, oggi ospite di Palco e Visioni per raccontarci del workshop “Myriam, radici, la frequenza dell’amore”.

Myriam Radici La Frequenza dell'Amore di Elisabetta Irrera

Elisabetta, benvenuta ancora una volta su Palco e Visioni, iniziamo a parlare dell’Opera Myriam. Quali sono gli ingredienti che ne hanno determinato il successo?

Myriam è un esperimento assoluto. Dopo la lettura del libro su Maria Maddalena di Adele Venneri, ho sentito che c’era qualcosa di importante da rivelare, e che potevo farlo attraverso la mia arte. Ho sentito che le verità su Maddalena s’intrecciavano alla mia storia, e alla storia dell’umanità. Ho messo insieme i pezzi di tutto il mio percorso artistico e spirituale. Quel libro mi ha scossa dalle fondamenta, ha trovato in me un terreno fertile e pronto per la semina. Ho cominciato a scrivere, partendo da me, dalla mia storia.

Ho scritto in uno stato di espansione di coscienza, spinta da un impulso irrefrenabile di raccontarmi e insieme raccontare qualcosa che andava oltre me. È stata una guarigione, già soltanto scrivere “Myriam”. Ogni volta che mi approcciavo alla scrittura, sentivo di entrare in una “frequenza” particolare dell’essere, che mi portava a “sciogliere” qualcosa in me. Ho pianto molto, mentre scrivevo.

Posso definirla “una chiamata”, se non suonasse retorico di questi tempi. La prima volta che l’abbiamo realizzata, con 22 persone presenti, in una yurta in mezzo a un bosco, ho compreso che si trattava di un’esperienza che avrebbe cambiato la mia vita. L’intensità del campo che si crea, la mia presenza totale, morbida, ricettiva, ipnotica, il coinvolgimento delle persone, la voglia di restare lì, uniti, anche alla fine della performance, le condivisioni commosse delle persone, sono elementi che rendono l’esperienza di “Myriam” unica. Ogni volta che la porto in scena, prima, mi chiedo se abbia ancora senso farlo. Ogni volta rimango meravigliata di quello che accade, e sono onorata di essere strumento di questo processo.

Il 7 febbraio 2026 a Manziana, nell’area metropolitana di Roma Capitale, hai preparato un workshop dove la protagonista è sempre “Myriam”. In che consiste e cosa intendi quando parli di “frequenza dell’Amore”?

Myriam, radici, la frequenza dell’Amore” nasce dal bisogno di radicare l’esperienza della performance rituale. In questi mesi ho sentito che Myriam chiedeva espansione, che il tempo della performance non era più sufficiente, e che abbiamo bisogno di “vibrare” in quella frequenza e a radicarla in noi stessi. C’è bisogno di mettere radici nel cuore. Myriam vuole insegnarci a vivere nell’Amore. Il punto è imparare ad usare strumenti di connessione a quella frequenza. È come sintonizzarsi a una certa stazione radio. Durante la nostra giornata siamo sintonizzati su diverse “onde”, più o meno elevate. La mattina potremmo scegliere su quale onda stare per l’intera giornata, e ogni volta che andiamo a finire su un’altra onda (perché viviamo in mezzo agli altri, che spesso vibrano su onde basse), riportarci lì, nel cuore. Il campo elettromagnetico del cuore è molto ampio, ed è connesso al se’ superiore, il campo di informazioni del cosmo. Connetterci al cuore, attivare il campo del cuore, significa espandere noi stessi, oltre i nostri confini fisici, creando un’onda d’amore che va ad impattare nel mondo.

Collaborerai con Roberta Florio per diversi aspetti del workshop vuoi dirci quali?

Con Roberta Florio è stato un incontro dell’anima: l’ho sentita risuonare fortemente, attraverso la sua musica. Come è accaduto con altre collaborazioni, la persona ‘giusta’ arriva. Roberta è anche olfatto terapeuta, e la vedremo in questa sua duplice attitudine. Myriam è stata dall’inizio una “forma aperta”, accogliente di molteplici talenti. Questa è la sua forza, per me, il fatto di evolvere e poter cambiare forme e collaborazioni. Ognuno porta i suoi doni, spontaneamente, nulla si forza. Le qualità principali di questa opera sono proprio la fluidità e il piacere. Myriam viene per farci ricontattare il piacere, l’elemento femminile, che sgorga dall’apertura del cuore. Il lavoro che faremo a Manziana il 7 febbraio è tutto incentrato su questo.

Nella prima parte apriremo il campo con una meditazione che attiva l’energia femminile, poi ci sarà l’Atelier Olfattivo di Roberta, che lavora sulle emozioni, attraverso gli aromi, per prepararci e creare uno stato interiore di libertà e apertura. Poi avremo la pausa, per nutrire il corpo con le amorevoli ricette di Teresa Gayatri, colei che ci ospita. Sarà un momento anche per conoscerci e connetterci in modo libero e spontaneo. Al pomeriggio riprendiamo con un cerchio di riconnessione allo spazio del cuore, che ci prepara alla performance rituale, che è un vero e proprio viaggio all’interno di noi stessi. Finita la performance, faremo un cerchio di condivisione conclusivo di tutta la giornata.

Cosa si può aspettare una persona che decidesse di frequentare il workshop?

Quello che ci porteremo a casa sarà, naturalmente, personale e imprevedibile. Spesso è capitato che alcune persone, già dopo la performance, notassero uno stato di pace molto profondo, e lo scioglimento di alcuni “nodi” della personalità. Sicuramente avremo una vibrazione alta che ci sosterrà ad affrontare le nostre sfide con maggiore consapevolezza, leggerezza e gioia, e alcuni strumenti utili a mantenerla.

Chi fosse interessato, come può iscriversi?

È possibile prenotare il proprio posto entro il 3 febbraio 2026 chiamando uno dei seguenti numeri:

intervista a cura di
Cinzia Salluzzo Rovituso

come citare questa fonte bibliografica

Salluzzo Rovituso, C. (2026)
Myriamo, radici, la frequenza dell’amore.
Intervista a Elisabetta Irrera.
www.palcoevisioni.com/?p=1476. Palco e Visioni, 27 gennaio 2026.

Cinzia Salluzzo Rovituso
Cinzia Salluzzo Rovituso
Articoli: 42

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