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Intervista all’attrice Mariantonietta Petri protagonista del Monologo Malacarne

  • Silvia MoroniSilvia Moroni
  • 30 Dicembre 2021
  • Archivio Generale, Interviste, Teatro e Arti Performative
Mariantonietta Petri in Malacarne

Oggi abbiamo il piacere di intervistare una bravissima attrice Mariantonietta Petri allieva di Giselda Volodi che si è cimentata nella protagonista del monologo Malacarne scritto da Cinzia Salluzzo Rovituso nella galleria d’arte Grafica Campioli di Monterotondo.

Hai interpretato un testo molto impegnativo, cosa ti ha spinto a farlo?

La recitazione è un ambito dove trasformare i propri traumi in qualcosa di edificante, un potente strumento capace di raccontare le nostre fragilità e quindi in grado di portare all’attenzione del grande pubblico temi sociali rilevanti come il disturbo bipolare. Sin da subito ho percepito per questo progetto scenico una forte motivazione, che mi ha coinvolta in prima persona. Questa ha rappresentato per me una grande occasione, ovvero quella di mettere in scena un monologo tratto da una storia di incredibile forza e umanità.

Il tema centrale su cui ruota il testo è il “disturbo bipolare”, che approccio hai utilizzato per interpretarlo?

Mi sono cimentata in questa difficile impresa, di cui ho curato anche la regia, impersonando una donna affetta da bipolarismo. La donna del buio, del silenzio, del dolore, delle urla ma anche della rinascita, che porta ogni giorno con sé le cicatrici che si vedono e quelle che non si vedono. Un fascio di forti emozioni, un puzzle della memoria, una cornice in cui spiegare, chiedere, comprendere, perdonare, ridisegnare quel vuoto latente portando al tutto un significato.

Il messaggio finale di Malacarne è ottimista rispetto a questa patologia, ce ne vuoi parlare?

Una vera e propria missione, e l’ostinato proposito di gettare semi di speranza nell’arida terra della disperazione è la strada che ha intrapreso questa donna che ha scelto di dire basta al dolore.

Malacarne è un testo con alti e bassi, come ti sei sentita a interpretarlo?

Quando mi sono avvicinata per la prima a questo testo, sono rimasta colpita da questa delicata creatura debole e fragile ma che al tempo stesso dimostra di possedere infinite risorse di coraggio, caparbietà e volontà. Questo lavoro ha portato un valore aggiunto al mio percorso artistico, offrendomi l’occasione di conoscere in modo più approfondito e consapevole il disturbo del bipolarismo. Malacarne è un testo di grande forza e umanità e il suo intento è quello di riuscire a sensibilizzare sul tema del bipolarismo. È un racconto intimo, privato, così riservato da provare, nel leggerlo, un senso di pudore. Un racconto emozionante, che fa vibrare, commuove, attraverso un flusso continuo e alternato di sentimenti, che avvincono, inquietano e conquistano.

Hai interpretato altri personaggi femminili di questa intensità?

Durante il mio percorso di attrice teatrale mi è capitato molte volte di interpretare personaggi femminili di grande spessore. Come ad esempio Lady Macbeth, una donna di forte personalità, dotata di sentimenti e passioni estreme; o Nora di “Casa di Bambola” del drammaturgo H. Ibsen, una donna fortemente delusa dal marito per essere stata trattata da lui come una “bambola”, si rende poi conto di quanto sia importante la sua libertà. Ho poi ricoperto il ruolo di Cleopatra, la regina egizia intelligente, arguta, affascinante e capace di piegare al suo volere chiunque. Ricordo poi Fortunata, protagonista del film di Sergio Castellitto, una giovane madre che vive alla periferia di Roma e lotta quotidianamente con caparbietà per realizzare i suoi sogni. Infine Nina del “Gabbiano” di Cechov, felice e libera come un gabbiano, che però verrà distrutta da un uomo per pura noia.

a cura di
Silvia Moroni

come citare questa fonte

Moroni, S. (2021)
Intervista all’attrice Mariantonietta Petri protagonista del Monologo Malacarne.
www.palcoevisioni.com/?p=777. Roma, 30 dicembre 2021

Approfondimenti Scientifici. In collaborazione con SRM Psicologia.

Il Disturbo Bipolare viene distinto in due sottocategorie, il disturbo bipolare I e II. In entrambi i casi si evidenziano alterazioni del tono dell’umore che vanno da una tendenza all’estrema “euforia/eccitazione” che caratterizza un episodio definito maniacale alla depressione maggiore. Per comprendere il disturbo bipolare è necessario conoscere cosa si intenda per episodi maniacale, ipomaniacale e depressivo.

Un episodio maniacale è caratterizzato dalla presenza per minimo una settimana di almeno tre sintomi tra 1) autostima ipertrofica o grandiosità; 2) diminuito bisogno di sonno (es. sentirsi riposati dopo solo 3 ore di sonno); 3) maggiore loquacità del solito o spinta continua a parlare; 4) fuga delle idee o esperienza soggettiva che i pensieri si succedano rapidamente; 5) distraibilità; 6) aumento dell’attività finalizzata o agitazione psicomotoria; 7) eccessivo coinvolgimento in attività che hanno un alto potenziale di conseguenze dannose (es. acquisti incontrollati, comportamenti sessuali sconvenienti, investimenti finanziari avventati, ecc.).

Un episodio ipomaniacale è del tutto simile a quello maniacale soltanto che la durata non supera i quattro giorni e non sono in alcun momento presenti manifestazioni psicotiche.

Un episodio depressivo è caratterizzato dalla presenza contemporanea di almeno cinque dei seguenti sintomi durante un periodo di due settimane che rappresentano un cambiamento rispetto al precedente livello di funzionamento; almeno uno dei sintomi è umore depresso oppure perdita di interesse o piacere: 1) umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni; 2) marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi, le attività; 3) significativa perdita di peso, non dovuta a dieta, o aumento di peso; 4) insonnia o ipersonnia quasi tutti i giorni; 5) agitazione o rallentamento psicomotori (osservabile dagli altri e non semplicemente sentimenti soggettivi di essere irrequieto o rallentato); 6) faticabilità o mancanza di energia; 7) sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi o inappropriati; 8) ridotta capacità di pensare o di concentrarsi, o indecisione, quasi tutti i giorni; 9) pensieri ricorrenti di morte (non solo paura di morire), ricorrente ideazione suicidaria o un tentativo di suicidio.

Il Disturbo Bipolare I è caratterizzato da almeno un episodio maniacale, seguito o preceduto da episodi ipomaniacali o depressivi maggiori. Il Disturbo Bipolare II, più frequentemente diagnosticato e spesso confuso in alcuni ambienti con disturbi della personalità, è caratterizzato da almeno un episodio ipomaniacale (pregresso o attuale) seguito da un episodio depressivo maggiore.

Consulente Scientifico
Dott. Marco Baranello
Fondatore della Teoria Emotocognitiva
Direttore Scientifico SRM Psicologia

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Silvia Moroni
Silvia Moroni
Articoli: 9

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